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Beni strumentali agevolabili

Beni strumentali agevolabili

E’ esteso fino al 31 dicembre 2022, ovvero al 30 giugno 2023 in presenza di specifiche condizioni, il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi, destinati a strutture produttive ubicate nel territorio nazionale.

 

L’articolo 1, commi da 1051 a 1063, della legge n. 178/2020, ha riscritto la disciplina della misura incentivante già in vigore (articolo 1, comma 185 e seguenti, legge n. 160/2019 – Bilancio 2020), confermandone fondamentalmente la struttura, ma con alcune novità: il perimetro di applicazione include ora anche i beni immateriali generici; è stata potenziata l’entità del bonus tramite innalzamento delle aliquote agevolative; sono aumentati i limiti massimi delle spese ammissibili; sono stati velocizzati i tempi di fruizione del credito, infatti il beneficio potrà essere utilizzato già a decorrere dall’esercizio di entrata in funzione o interconnessione del bene.

In aggiunta a quanto già anticipato circa il momento in cui si può iniziare ad utilizzare il credito d’imposta 2021 è il numero delle quote annuali in cui tale agevolazione deve essere suddivisa che può fare la differenza nella scelta.

 

Anche in questo caso una semplice tabella riepilogativa del credito anno 2020 e 2021 può essere di aiuto.

Norma agevolativa Modalità di utilizzo
Credito d’imposta legge n. 160/2019 Beni materiali 5 quote annuali
Beni immateriali 4.0 3 quote annuali
Credito d’imposta legge n. 178/2020 Beni materiali e immateriali 3 quote annuali
Beni ordinari non 4.0 (ricavi/compensi sotto 5 milioni) 1 quota annuale

 

In generale, per gli investimenti del periodo in cui le due disposizioni coesistono, la scelta dei contribuenti dovrebbe normalmente andare verso i crediti di cui alla legge n. 178/2020, grazie alle percentuali più elevate e al minor numero di rate di utilizzo.

Nel caso di investimenti importanti, con superamento dei diversi plafond di utilizzo previsti dalle due disposizioni, occorrerà fare anche altre considerazioni aggiuntive.

In queste situazioni, infatti, vista la coesistenza delle due discipline agevolative che permarrà anche per tutto il 2021, potrebbe essere necessario effettuare un vero e proprio mix fra le due tipologie di agevolazioni.

La dicitura in fattura

Anche per l’anno 2021, si dovrà prestare attenzione al fatto che dovrà essere indicata nella fattura di acquisto del bene della norma agevolativa sotto:

“Beni agevolabili ai sensi dell’articolo 1, commi 1051-1063, Legge 178 del 30.12.2020”

 

Lo studio Maffia & Associati è a disposizione per maggiori chiarimenti.